Prima che il gallo canti di Cesare Pavese

Prima che il gallo canti · audiolibro

Cesare Pavese

Durata: ISBN: 9791256797332 Lingua: Italiano

Editore: Cactus

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Informazioni su Prima che il gallo canti

Prima che il gallo canti riunisce due romanzi brevi che Cesare Pavese scrisse a dieci anni di distanza l'uno dall'altro, ma che la critica ha subito riconosciuto come un dittico inscindibile e perfetto. Uniti sotto un titolo dall'eco evangelica, che evoca il tradimento e la resa dei conti con la propria coscienza, Il carcere e La casa in collina compongono un unico, bruciante autoritratto morale dell'uomo Pavese e del suo tempo . Nel primo romanzo, Il carcere (1938-39), ritroviamo Stefano, un ingegnere confinato in un paesino del Sud per motivi politici. La sua non è però solo la prigionia fisica di chi è sorvegliato e straniero. Stefano costruisce attorno a sé una gabbia ben più solida, fatta di estraniata apatia e di un'incapacità quasi psicotica di aderire alla vita. Il mare, che credeva sarebbe stato la "quarta parete" della sua prigione, diventa lo specchio di una solitudine che lo accompagna ovunque, nei rapporti con gli abitanti del luogo e nelle relazioni amorose, vissute sempre con gelido distacco. Quando arriva il condono, Stefano scopre di portare quel carcere dentro di sé. A dieci anni di distanza, nel secondo romanzo, La casa in collina (1947-48), il carcere si è fatto storico e interiore allo stesso tempo. Siamo nel 1943, e Corrado, insegnante a Torino, si rifugia sulle colline per sfuggire ai bombardamenti. Lì ritrova Cate, una vecchia fiamma, e conosce Dino, un bambino che potrebbe essere suo figlio. Attorno a loro, la Storia irrompe con violenza: l'8 settembre, l'occupazione tedesca, la lotta partigiana. Corrado assiste, partecipa a tratti, ma si sottrae sempre alla scelta definitiva, rifugiandosi nell'idea di una "vita a parte". Fino a quando la vista di un cadavere, di un "nemico" ucciso, non lo costringe a una resa dei conti devastante: "Ogni guerra è una guerra civile: ogni caduto somiglia a chi resta, e gliene chiede ragione". Come ha scritto Emilio Cecchi, in queste pagine si cerca uno scrittore e si trova anche e soprattutto un uomo. Un uomo che, con "calma apertura di mente" e straordinaria "chiarezza delle ragioni morali", mette a nudo la sua "solita viltà", l'incapacità di agire, la complicità silenziosa di chi "lascia fare e s'accontenta". Due storie che non raccontano eroi, ma persone comuni, costrette a misurarsi con l'inquietudine di un'umanità ferita, e che ancora oggi ci chiede: fino a che punto possiamo chiudere la storia fuori dalla porta?

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